Categorie di blog e tag: cosa sono e come usarli al meglio

Cosa sono i tag e le categorie di un blog? Questa è una domanda che molti blogger evitano di porsi, con conseguenze evidenti sull’usabilità del sito e il suo posizionamento organico sui motori di ricerca. Il tema si ricollega all’articolo del mese scorso “Il piano editoriale per i social media e il blog” perché la scelta di questi due elementi va fatta durante la pianificazione dei contenuti.

Le categorie e i tag sono delle tassonomie di un sito web, termine un po’ ostico che in realtà indica semplicemente la classificazione degli argomenti secondo un ordine logico. Come tali, consentono di dare un’organizzazione gerarchica e semantica ai vari blog post, facilitando la navigazione all’interno del sito e la ricerca di determinati topic da parte dell’utente.

Un uso corretto di categorie e tag migliora anche il posizionamento organico del blog perché, aggregando i contenuti riguardanti lo stesso argomento in una sola pagina archivio, facilitano il lavoro di Googlebot e impediscono ai singoli articoli di competere tra loro.

Ma vediamo nel dettaglio queste due tassonomie.

Categorie di blog e tag cosa sono

Le categorie di un blog

Le categorie (e le eventuali sotto-categorie) servono a suddividere gli argomenti principali trattati all’interno del blog, fungendo da archivio di diversi articoli su uno stesso tema. In pratica, con l’inserimento di ogni categoria vai a creare una vera e propria pagina web che puoi ottimizzare a livello SEO grazie al plugin Yoast SEO per WordPress, modificando:

  1. Il tag title;
  2. La meta-description;
  3. L’URL;
  4. Il testo interno;
  5. La keyword principale.

Le pagine corrispondenti a ogni categoria, a meno che tu non decida di selezionare l’opzione “noindex” nelle impostazioni SEO di ciascuna, verranno indicizzate dai motori di ricerca e diventeranno una sorta di landing page contenente una raccolta di articoli per ogni argomento.

Categoria blog

Quante categorie deve avere un blog?

Non esiste un numero fisso, perché dipende dal tipo di blog e dall’ampiezza dei temi trattati. Di solito è meglio crearle con cautela, per evitare di generare contenuti duplicati inutili e penalizzanti dal punto di vista SEO. Se hai seguito i passaggi che ho spiegato nell’articolo “Il piano editoriale per i social media e il blog”, avrai definito a monte i temi da trattare, quindi la scelta delle categorie sarà più semplice. Queste tassonomie sono ordinabili da un punto di vista gerarchico, perciò possono esserci anche delle sotto-categorie corrispondenti ai sotto-argomenti di un macro-tema.

I tag: cosa sono esattamente?

I tag consentono un’ulteriore classificazione degli articoli, mediante delle etichette che caratterizzano i diversi contenuti. A differenza delle categorie non hanno una relazione gerarchica tra loro: ciò significa che non possono esistere “sotto-tag”. Questa tassonomia serve a definire le sfumature di ciascun post in modo indipendente rispetto alle categorie, quindi un’etichetta può essere associata in modo trasversale ad articoli presenti in categorie differenti.

Tag e categorie
Esempio di architettura di un sito con diverse categorie e tag. Copyright: www.andreaminini.com

In realtà, è opportuno fare una prima distinzione tra i tag intesi come tassonomie di un sito web, i meta tag di Google e gli hashtag (#parola). Mentre i primi servono ad attribuire un valore semantico alle pagine di un blog o di un e-commerce, i meta tag sono dati inseriti nel codice HTML della pagina per fornire determinate informazioni ai motori di ricerca. Un esempio conosciuto di meta tag sono il tag title o description, che compaiono nello snippet fornito da Google quando un utente digita una parola chiave semanticamente correlata. L’hashtag invece è un tipo di etichetta usata dai social network come aggregatore tematico, cioè per raggruppare i post su un determinato argomento.

Tag title e meta-description
Un esempio di tag title (in blu) e description nello snippet di Google.

Come le categorie, i tag sono indicizzati da Google e possono essere ottimizzati a livello SEO, andando a modificare i tag title e description, il testo e l’URL.

Quanti tag devi generare?

Come per le categorie, è meglio scegliere i tag a monte, e mai contestualmente alla scrittura di un articolo, a meno che non tu non abbia deciso di ampliare il progetto editoriale in corso d’opera. È preferibile usarli con parsimonia, per non trovarsi una quantità di pagine tag eccessiva rispetto ai post pubblicati. Evita assolutamente di inserire il tag cloud, ovvero quelle nuvole di etichette ancora presenti in qualche sito, perché potrebbero essere considerate “keyword stuffing” da Google e penalizzarti lato SEO. Per la scelta di ogni tag ti consiglio di usare una o due parole chiave, in modo da far corrispondere il tuo archivio di articoli a un reale intento di ricerca degli utenti.

Cosa succede se aggiungi tanti tag a un articolo?

Se decidi di generare molti tag diversi per un singolo blog post, andrai a indicizzare un nuovo contenuto aggregato per ciascuna etichetta, creando quindi molti contenuti duplicati che ti penalizzeranno dal punto di vista del posizionamento organico. Per questo motivo, molti SEO Specialist scelgono di deindicizzare i tagtroppo numerosi onde evitare di sprecare le risorse di scansione di Google per delle pagine ridondanti. La scelta migliore è quella quindi di creare pochi tag e di associarli a più articoli, ottimizzandoli a livello di testo interno, URL e meta-tag come abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

Sfrutta tag e categorie per migliorare la navigazione

Queste due tassonomie possono essere utilizzate per creare dei menù personalizzati che guidino l’utente all’interno del blog, così come dei breadcrumb, i link testuali che aiutano le persone a capire in quale area del sito si trovano.

Breadcrumb: esempio
Un esempio di breadcrumb sul sito di DHL.

Saper usare bene le categorie e i tag è quindi importante per migliorare la visibilità del tuo sito e al tempo stesso valorizzare i contenuti pubblicati, fornendo all’utente un percorso di lettura chiaro e veloce.

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